‘Elettra’: l’Amur.
La regìa di Roberto Andò[1] per il Teatro Greco di Siracusa.
www.indafondazione.org ‘Elettra’, di Sofocle (prima rappresentazione 410 a.C.) : Regìa di Roberto Andò; Traduzione di Giorgio Ieranò; Scene e Luci di Gianni Carluccio; Costumi di Daniela Cernigliaro; Musiche di Giovanni Sollima; Interpreti principali : Sonia Bergamasco, Roberto Latini, Anna Bonaiuto, Rosario Tedesco; Corifee: Paola De Crescenzo, Giada Lorusso, Bruna Rossi; Capo coro: Simonetta Cartìa; Con la partecipazione degli Allievi dell’ Accademia d’Arte del Dramma Antico di Siracusa.
Il letto genitoriale è ancora un letto matrimoniale ? Elettra non arriva a decidersi…
Ma qui, della passione matrimoniale - che solo si può intuire dalla nobiltà della struttura iniziale - non resta che la rovina di un letto disastrato arrugginito polveroso: eppure proprio questo fu, anche per i regali genitori di Elettra, Agamennone e Clitemnestra, il loro letto coniugale. Desiderabile dunque ?
Quel letto matrimoniale è la disperazione di Elettra ed il suo affanno, senza altro potere che di sfiorarlo appena, persino in un forsennato tentativo di salirvi sopra. Elettra la splendente[2], colei che attrae per la sua luminosità, veste qui il sacco e la cenere della penitente, stracci logori e capelli senza onde: suo è il colore della sabbia che scivola via, non il rosso della fiamma né il nero della notte.
Oreste, il fratellino in debito verso Elettra – debito mai abbastanza risarcibile – per esser stato sottratto da lei a morte certa quale unico erede maschio destinato, appena dopo l’uccisione del padre Agamennone, ora è un uomo: da quel letto genitoriale Oreste si era già distaccato, sta progettando una nuova vita, lo scettro del Potere è un fallo ingombrante e non suo.
Ma è proprio Quello che manca ad Elettra, ed in tutto il suo gravame : la sua mente confusa e sofferente non smette bagliori e lampi funesti, ed i cui lamenti e la sua stessa grigia esistenza indicano e reclamano sacrificio, le attirano affetti e legami fatali.
“Questo tuo è davvero il celebre aspetto di Elettra?”[3]
“E’ questo, sì.”[4]
“Vedendoti sopraffatta da tante sofferenze…”[5]
“…e con ogni sorta di maltrattamenti.”[6]
Sofocle non è affatto ingenuo: e Roberto Andò cura una regìa dove la brava Sonia Bergamasco non esporrà mai Elettra alle sue responsabilità manipolatorie – che d’altra parte gli dèi ed il Fato non le attribuiscono – verso il povero Oreste[7] : il quale, vinto dalla persecuzione dell’Amur[8] che non è mai amore, tragicamente cede a quel chiodo fisso che è il suo ingenuo affetto per la sorella implorante.
E lui, pienamente consapevole, compie il duplice delitto che Elettra voleva.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 22 settembre 2025
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[1] Roberto Andò nasce a Palermo nel 1959, conosce e frequenta Leonardo Sciascia prima di approdare al giornalismo ed al cinema dove inizia come assistente del regista Francesco Rosi e poi di Federico Fellini, Michael Cimino, Francis Ford Coppola fino all’esordio come regista teatrale nel 1986; fra il 1990 ed il 1995 è direttore artistico delle ‘Orestiadi’ di Gibellina in Sicilia; il suo primo lungometraggio, ‘Diario senza date’ (1995) presentato alla Mostra del cinema di Venezia, piace al regista Giuseppe Tornatore che lo introduce veramente nel cinema con ‘Il manoscritto del Principe’ (1999) sugli ultimi anni di vita dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa con cui vince il Nastro d’argento per la migliore produzione: da questo momento Roberto Andò alterna una intensa attività di regìa sia teatrale che cinematografica, insieme alla pubblicazione di romanzi-saggi (‘Diario senza nome’, 2008; ‘Il trono vuoto’, premio Campiello 2012); nel 2022 dirige il film ‘La stranezza’ su Luigi Pirandello, con Toni Servillo e ‘Ficarra e Picone’ e nel 2025 ‘L’abbaglio’ su un episodio delle guerre di liberazione garibaldine, ancora con la partecipazione di Toni Servillo e di ‘Ficarra e Picone’.
[2] L’etimologia di Elettra è infatti splendente, luminosa.
[3] Cit. da Oreste, r. 1177 – p. 159 in ‘Il mito di Elettra’, a cura di O. Piscini – Soc. editrice Dante Alighieri (2009).
[4] Cit. da Elettra, r.1178 – p. 159 in ‘Il mito di Elettra’, a cura di O. Piscini – Soc. editrice Dante Alighieri (2009).
[5] Cit. da Oreste, r.1187 – p. 161
[6] Cit. da Elettra, r.1196 – p.162
[7] Un ottimo e sorprendente Roberto Latini.
[8] J. Lacan, ‘Il seminario - Lib. XX Ancora 1972 - 1973’, Testo stabilito da Jacques-Alain Miller, Ediz. Italiana a cura di Antonio di Ciaccia / Piccola Biblioteca Einaudi (2011), Cap. I - pag. 6