Bianca.
Senza inconscio.

La foto sopra è tratta dalla mostra fotografica ‘Vivian Maier – Street photographer’ 10 luglio – 18 ottobre 2015, Museo D’Arte MAN di Nuoro.
Può mettersi in moto il pensiero senza inconscio?
Posto che l’inconscio fu individuato e così nominato in origine da Freud quale residuo mnestico[1] rigettato dalla coscienza nella memoria non verbale, ma ben presente ad essa in quanto non la replica, ed anzi incessantemente la sanziona. Perché poi ?
Forse perché della istanza sanzionatoria che l’inconscio è verso la realtà, uno dei termini di questa relazione resta il Soggetto in quanto pensante senza sosta il gradimento, o non gradimento, della realtà stessa.
Noi dunque – fin dalla nascita – dell’inconscio continuamente apprendiamo la capacità sanzionatoria che si forma con la realtà a ciascuno percepibile, non prima.
Le tradizionali categorie, che si vorrebbero innate ma sono già sociali quindi storiche, possono addestrare la coscienza ma essere invece abilmente dribblate dall’inconscio, che difficilmente si sottomette alle nevrosi e però può esser messo a tacere : almeno per un po’.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 19 ottobre 2024
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[1] https://tutorsalus.net/index.php/it/economia-1-talento-di-pensiero/563-ca-parle-4