Bottoni rosa.
‘Diamanti’[1], di Ferzan Özpetek [2].
Quanto può aver lavorato un uomo che riesce a sanzionare l’errore del padre così civilmente, lucidamente, inesorabilmente ?
Un lavoro prospetta fin da subito percorsi non facili, non rassicuranti: ma è solamente il lavoro a offrire concludenza e a non esporre alla follia comunque addobbata. Özpetek approda alla regia non senza aver combattuto ed esserne ferito : ma tocca il traguardo di questo suo ultimo ‘Diamanti’ con commozione e senza vittoriosa enfasi. Bene confessa la vecchia costumista l’errore di una vita di affidarsi - o non affidarsi - all’istinto: semplicemente perché l’istinto non esiste, il personaggio se n’è accorto tardi ma con una ripresa insospettabile e dagli esiti non scontati. Nulla di umano può svincolarsi dal giudizio sulla realtà offerta, inevitabile come un appuntamento.
Alberta - proprio lei – gelida, talentuosa comproprietaria di una eccellente piccola sartoria di Alta Moda sa portare alta la staffetta del traguardo, attenta come viene descritta a riconoscere nettamente e senza deviazioni gli appuntamenti della vita anche quando questi non sono facili, né rassicurano.
E “bottoni rosa…!” resta la battuta più controversa del film, ma dipanabile per chi ci si metta al lavoro: assolutamente non un avvertimento, né una minaccia.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 4 febbraio 2025
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[1] ‘Diamanti’ (2024), soggetto e regia di Ferzan Özpetek. Fra gli interpreti: Stefano Accorsi, Luca Barbarossa, Geppi Cucciari, Anna Ferzetti, Milena Mancini, Vinicio Marchioni, Paola Minaccioni, Luisa Ranieri, Carmine Recano, Elena Sofia Ricci, Lunetta Savino, Vanessa Scalera, Jasmine Trinca, Mara Venier, Milena Vukotic.
[2] Ferzan Özpetek (Istanbul, 1959) si trasferì a Roma, non senza forti dissidi col padre, arrivando a laurearsi in ‘Storia del Cinema’ alla ‘Sapienza’ mentre frequentava l’ ‘Accademia Nazionale d’Arte Drammatica’ per i corsi di Regia e l’ ‘Accademia di Costume e di Moda’ per i corsi di ‘Storia dell’Arte e del Costume’ e cominciando anche a lavorare per il teatro. Nel cinema iniziò come aiuto regista in ‘Scusate il ritardo’ (1983): poi regista lui stesso in ‘Hamam’ (1997), ‘Harem Suare’ (1999), ‘Le fate ignoranti’ (2000), ‘La finestra di fronte’ (2003), ‘Un giorno perfetto’ (2008), ‘Mine vaganti’ (2010), ‘Allacciate le cinture’ (2014), ‘Rosso Istanbul’ (2017) e in altri film fino a ‘Diamanti’ (2024) per i quali ha ottenuto importanti riconoscimenti e successo di pubblico e critica: della maggior parte dei suoi film è anche autore del soggetto. Ha anche curato la regia di opere liriche per il ‘Maggio Fiorentino’ e per il Teatro San Carlo di Napoli.