Ottimi appunti di economia del pensiero dal lavoro analitico.
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Ottimi appunti di economia del pensiero dal lavoro analitico.
Il costo dell'offerta.

In foto: dettaglio da un’acquaforte di Sergio Vatteroni (Carrara 1890 – 1975), ‘La lizza’ (movimentazione e trasporto dei blocchi di marmo), tratto da CARMI Museo Carrara e Michelangelo, Villa Fabbricotti – Carrara.
“I Rusanov amavano il loro popolo, il loro grande popolo, lo servivano ed erano pronti ad offrire la loro vita per esso. Ma col passare degli anni sempre meno potevano sopportare la popolazione. Questa popolazione recalcitrante, che eternamente si sviava, si impuntava ed esigeva qualcosa.”[1]
Alla coscienza è chiesto di registrare un atto che potrà essere pubblico, o di autenticarlo se non era destinato a rendersi pubblico: ne paga il costo sentendosene sollevata.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio - 23 ottobre 2026
TutorSalus.net – Giornalismo freudiano
[1] Tratto da ‘Reparto C’ di A. Solzenitsin premio Nobel 1970 per la letteratura. Giulio Einaudi editore SpA (1974) Collana ‘Gli struzzi’/52/ p. 217. Trad.Giulio Dacosta (Titolo origin. Rakovyi Korpus’). Introd. Vittorio Strada.
Applicabilità del pensiero.

“Essere mezzo di qualcun altro per la soddisfazione richiede il mio lavoro… Narciso è fuori dal rapporto.
Il pensiero del mezzo è il principio stesso della realtà… Se proprio volessimo salvare la parola ‘amore’ essa sta tutta nell’altro come mezzo.”[1]
‘Per mezzo’ è un diritto, quindi un potere: ma è anche l’unica via di applicazione del pensiero.
Altrimenti non c’è che Imago.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 8 settembre 2026
TutorSalus.net – Giornalismo freudiano
[1] Cit. dalla Prolusione di Giacomo B. Contri 17 ottobre 2020 al Simposio ‘Per mezzo’ 2020 – 2021 organizzato da ‘Società Amici del Pensiero – Sigmund Freud’, Milano.
eroismo o affidamento.

“(Antigone) … Certamente non avrei intrapreso questa audacia sfidando il volere della città né per i figli, né se avessi visto putrefarsi il corpo del mio sposo. E dunque in ossequio a quali principi ragiono così ? Se avessi perduto il marito, avrei potuto trovarne un altro e avere da lui un altro figlio, se mi fosse morto un figlio; ma ora che mia madre e mio padre giacciono sotto la terra, non potrò più avere un altro fratello… Ho forse violato la giustizia divina ?... E a chi domanderò aiuto, se per la mia pietà mi sono guadagnata il nome di empia ? Ebbene, se così par giusto agli dèi, dopo aver sofferto riconoscerò il mio errore.”[1]
“E’ certo che perlomeno uno dei due protagonisti (Antigone e Creonte, n.d.r.), fino in fondo, non conosce né timore né pietà, ed è Antigone. E’ per questo, tra l’altro che essa è il vero eroe.”[2]
Ma ammettendo di aver “intrapreso questa audacia sfidando il volere della città”, Antigone non sceglie la posizione solitaria dell’eroe e rimette agli dèi – che tuttavia non sono partners né concittadini - il giudizio che lei realmente sta cercando, per una pacificazione: è il giudizio di affidabilità, che può essere solo umana e su cui si fonda la città.
E’ solo qui, in questo brevissimo soffio di parole non mantenute, che Antigone si apre ad un partner possibile, cioè vivente.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 30 agosto 2026
TutorSalus.net - Giornalismo freudiano
[1] ‘Sofocle. Antigone’, Biblioteca Universale Rizzoli RCS Libri SpA (2000), p. 125
[2] ‘Jacques Lacan. Il seminario. Libro VII. L’etica della psicoanalisi 1959 – 1960’. Testo stabilito da Jacques-Alain Miller. Traduzione di Maria Delia Contri. Edizione italiana a cura di Antonio Di Ciaccia/ p. 301
ex-citamento vs desiderio.

“Se si osa formulare una soddisfazione non pagata con una rimozione, il tema messo al centro, promosso nel suo primato, è: che cosa è il desiderio ? E a questo proposito non posso che ricordarvi che il desiderio si pone sempre necessariamente in una prospettiva di condizione assoluta”[1]
Se si osa formulare una soddisfazione non pagata essa inizia già come illusione, fino ad allucinatoria, perché l’altro non c’è né il posto per l’altro. E se del desiderio intendessimo promuovere il primato ricordandone la prospettiva di condizione assoluta, avremmo il plauso degli dèi ma non la possibilità di farne un ambito umano, quindi una ambizione: tale condizione – libera da legami cioè – non fa città, è caduca perché non può occuparsi di lavoro e di partnership. Ma la sollecitazione[2] (o ex-citamento, o Triebregung[3]) che da un altro, possibile partner, prende avvio potrà confrontarsi col reale, profitto oppure no.
In fin dei conti il principio di piacere può essere rimosso nella formulazione di un desiderio e di una illusione, ma non la soddisfazione perché entra nella esperienza di lavoro.
Una soddisfazione, che come tale non può che essere pagata, può tuttavia essere negata dal Soggetto: certo con menzogna.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio - 21 agosto 2026
TutorSalus.net - Giornalismo freudiano
[1] ‘Jacques Lacan. Il seminario. Libro VII. L’etica della psicoanalisi 1959 – 1960’. Testo stabilito da Jacques-Alain Miller. Traduzione di Maria Delia Contri. Edizione italiana a cura di Antonio Di Ciaccia/ Piccola Biblioteca Einaudi (2008), p.340
[2] Cfr. ‘THINK!’, Giacomo B. Contri/ ‘Cosa ti salta in mente ?’ martedì 30 gennaio 2018 www.giacomocontri.it Cfr anche ‘Il pensiero di natura. Dalla psicoanalisi al pensiero giuridico’, Giacomo B. Contri – SIC Edizioni (1998).
[3] Cfr. ‘L’Io e l’Es’, S. Freud (1923) in ‘Sigmund Freud. Opere’ Vol.9 Bollati Boringhieri editore (1989).