Da do s’passa[1]
La città segreta – Urbino ipogea [2]
In foto, screenshot condiviso da https://www.youtube.com/watch?v=hCPhob2Z-dI Michele Magnoni – G.S.U. Gruppo Speleologico Urbinate. Nel 1998 grazie al ritrovamento della ‘Relazione sulla conduttura della Fonte di S.Lucia di Urbino‘ (1841) fu possibile individuare il pozzo di accesso all’Acquedotto romano, con successivo ripristino della condotta (2002).
Forse pochi sanno che, fin dal I sec.d.C. il territorio di Urbino - patria di Raffaello Sanzio, di cui nel 2020 ricorre il 500° dalla morte – e lo stesso centro storico posto nella parte più alta del Colle furono dotati, grazie alla presenza di pozzi e sorgenti d’acqua sotterranea e piovana di un efficiente sistema di grosse cisterne per la raccolta di acqua e di condotte per la distribuzione ed alimentazione all’abitato : l’opera idraulica più importante di cui resta testimonianza è l’acquedotto di Santa Lucia con uno sviluppo di circa 277 metri.
L’importanza di questo antico sistema tornò utile durante la II Guerra mondiale, quando l’esercito tedesco distrusse la maggior parte degli acquedotti, e gli abitanti si ingegnarono a ripristinare i pozzi e le cisterne di epoca romana.
Persino il sottosuolo del centro storico e dello stesso Palazzo Ducale, formato da rocce permeabili che permettevano all’acqua di circolare, è tuttora attraversato da camminamenti iniziati con le fessurazioni prodotte dall’acqua sorgiva.
A questa caratteristica della città ipogea si è appoggiata una divertente commedia dialettale presentata lo scorso marzo al Teatro ‘Raffaello Sanzio‘ di Urbino : due cittadini di Urbino, ben attrezzati di mappe del sottosuolo, decidono di riaprire il percorso sotterraneo che già esisteva nell’antichità per raggiungere il Palazzo Ducale senza dover attraversare l’abitato.
Le mappe, dalla difficile interpretazione, non sarebbero nemmeno complete, secondo i due pover’uomini : mancano infatti indispensabili informazioni, che neppure l’Ufficio Tecnico del Comune è in grado di fornire… Mentre il bel progetto rischia di rimanere un enigma senza soluzione, la risposta arriverà dall’onirico nella veste di un antenato, il Conte che abitava la casa al tempo del Duca : dunque la sola geometria non sarebbe sufficiente ?
‘Da do s’passa?‘ - con punto interrogativo però - si rende finalmente un aiuto, capace di mettere al lavoro anche un bambino quando, impegnandosi a nascere con tutte le sue forze si allontana dallo spazio improvvisamente angusto del luogo finora accogliente che l’ospitava.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 24 dicembre 2019
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[1] ‘Da do’passa’ (Trad: ‘Da dove si passa’) è una commedia in due atti di Paolo Cappelloni in dialetto urbinate, presentata lo scorso marzo al Teatro ‘Raffaello Sanzio’ di Urbino dalla ‘Compagnia dialettale urbinate’, per la regia di Amleto Santoriello.
[2] ‘La città segreta – Urbino ipogea’, di E.M. Sacchi-F. Venturini-M. Betti/ ‘Gruppo Speleologico Urbino’ / Monacchi Editore 2013