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Tre sillabe. 

'La casa degli sguardi', film di Luca Zingaretti.

 

In foto: screenshot condiviso dal trailer di ‘La casa degli sguardi’ (2024), regìa e sceneggiatura di Luca Zingaretti[1]; con: Luca Zingaretti e Gianmarco Franchini. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Daniele Mencarelli[2] (2018).

 

 

Eccellente esordio nella regìa per Luca Zingaretti che in questo film interpreta un padre, con una libertà che marca lucidità al romanzo da cui è tratto, e con una fedeltà al senso del film che il regista si conquista lungo lo scorrere delle scene tanto che, proprio affiancando il romanzo lo completa necessariamente. Si tratta in particolare di due appuntamenti per il giovane protagonista che soltanto il film riesce a svolgere e a sciogliere, restituendo credibilità ad un testo che, certamente sofferto, qui però si aggomitola e sfilaccia.

C’è intanto l’appuntamento col padre che il regista si riprende, ma rivoltandolo dentro fuori nella parte di un uomo che, pur vedovo da poco, non viene meno e non teme di chiedere aiuto davanti al figlio che si è impigliato nella droga : il lavoro nella cooperativa di servizi presso l’ospedale pediatrico sarà infatti una svolta risolutiva, il lavoro di squadra una reale novità per il giovane e la vita che finora conduceva, immaginaria muta persecutoria, con fissazioni e ostinazioni, poco per volta si renderà insufficiente, noiosa, fino al test di un discorso che finalmente produrrà ascolto. “Ma ti senti quando parli ?”, gli chiede infine il padre.

E poi c’è un altro appuntamento, sicuramente non previsto, quel bambino ricoverato nell’ospedale pediatrico che lo chiama aldilà del vetro, con un gesto o meglio un discorso, ma di sole tre sillabe : ed è uno stra-potere che al bambino piace moltissimo, perché gli produce ascolto.

La struttura di un linguaggio – che non è mai automatica – può produrre ascolto infatti, ed è un singolare potere : perché porta il gioco all’altro che quel discorso ha ricevuto.

 

Marina Bilotta Membretti - Cernusco sul Naviglio, 10  ottobre 2025

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano

 

 

[1] Luca Zingaretti (1961), è attore e regista italiano: dopo aver frequentato l’Accademia Nazionale d’Arte drammatica a Roma e le lezioni di Andrea Camilleri, esordisce in teatro col regista Luca Ronconi, e poi nel cinema (‘Gli occhiali d’oro’ – 1987, di Giuliano Montaldo; ‘Il branco’ – 1994, di Marco Risi; ‘Castle Freak’ – 1995, di Stuart Gordon; ‘Vite strozzate’ – 1996, di Ricky Tognazzi; ‘Artemisia. Passione estrema’ – 1997, di Agnès Merlet; ‘Rewind’ – 1998, di Sergio Gobbi) spesso interpretando personaggi realmente esistiti, anche per la televisione (Pietro Nenni in ‘Il giovane Mussolini’) e ricevendo i primi riconoscimenti. Dal 1999 inizia ad interpretare il commissario Montalbano, protagonista di molti romanzi di Andrea Camilleri, per una lunga e fortunata serie televisiva, proseguendo contemporaneamente l’attività cinematografica.

[2] Daniele Mencarelli (1974), è poeta e scrittore italiano: dopo aver esordito nella rivista ‘clanDestino’ (1997), pubblica (2001) ‘Bambino Gesù. Ospedale Pediatrico’ per le ‘Tipografie Vaticane’ e successivamente (2013) ‘La croce è una via, poesie sulla passione di Cristo’ per ‘Edizioni della Meridiana’. ‘La casa degli sguardi’ è il suo primo romanzo (2018), accolto da ottime critiche e dai primi riconoscimenti, fra cui la trasposizione in film per la regia di Luca Zingaretti. Nel 2020 vince il Premio Strega Giovani con il romanzo ‘Tutto chiede salvezza’, e nel 2021 pubblica ‘Sempre tornare’ ancora con ‘Arnoldo Mondadori Editore’.

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