Il giacimento insospettato.
Una mite segnalazione dal pensiero.

“…Il relatore (Freud, n.d.r.) ha parlato di due fatti che dimostrano come anche nell’Io vi sia un inconscio che si comporta dinamicamente alla stessa maniera dell’inconscio rimosso: essi sono una resistenza che procede dall’Io nel corso dell’analisi e un inconscio senso di colpa.”[1]
Il vantaggio di una vocazione[2] /82.
Freud segnala nel paziente il pensiero come una resistenza che però non ha a che fare con la coscienza, perché questa non lo ha rimosso né lo ha messo in crisi. Si tratta di un ‘non ancora’? Non sappiamo.
Certo è che la coscienza non si decide a rimuoverlo, forse non lo ha nemmeno notato: quindi è materia prima ancora disponibile, e per di più da un giacimento insospettato.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio – 5 ottobre 2026
TutorSalus.net – Giornalismo freudiano
Illustrazione originale di Gianni Russomando[3]
[1] Citazione da ‘Qualche parola sull’inconscio’ (orig. ‘Etwas vom Unbewussten’), breve resoconto della comunicazione svolta da Freud il 26 settembre 1922 al settimo Congresso internazionale di psicoanalisi di Berlino e fu pubblicato nella ‘Internationale Zeitschrift für Psychoanalyse’, vol.5, 486 (1922). In OSF Bollati Boringhieri Vol.9 pag. 467.
[2] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione
[3] Gianni Russomando : nato a Vercelli nel 1956, diplomato presso l’Istituto di Belle Arti di Vercelli, si definisce un semplice ‘amanuense’, lontano mille miglia da mostre, concorsi, esposizioni.