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“Vorrei che suonasse inutile la precisazione che il lapsus, sempre e solo umano, non si produce automaticamente, il computer è impotente a produrre lapsus: chi l’avrebbe detto, che il lapsus è un profitto?, di cui pochi approfittano.”

(Cit. da THINK! di Giacomo B. Contri, ‘La sovversione economica freudiana’ 30 ottobre 2009).

Immoto.

C'è un avvio per ogni lavoro.

Dettaglio da ‘Memoria di lavoro’, di Franco Duranti[1] : tratto dalla mostra ‘Glossario clinico di Psichiatria per Immagini’ – Pavia, ‘Hangart Studio’ 8 – 23 ottobre 2022.

 

 

“Sistema 1. Opera in fretta e automaticamente, con poco o nessuno sforzo e nessun senso di controllo volontario.

 Sistema 2. Indirizza l’attenzione verso  le attività mentali impegnative che richiedono focalizzazione, come i calcoli complessi.”[2]

“ Ci vuole più tempo a dire ‘sistema automatico’ che ‘sistema 1’ e quindi la prima  espressione occupa più spazio nella nostra memoria di lavoro. Qualunque cosa occupi la memoria di lavoro riduce la nostra capacità di pensare.”[3]

 

 

Nessun riguardo, quindi, all’avvio del lavoro visto che la capacità del pensiero di informare sui limiti della propria competenza non è una caratteristica della coscienza.

E’ l’inconscio, evidentemente, a fornire questo messaggio non ambiguo e abbastanza rapido : la cui comunicazione, tuttavia, dipende da quanto la coscienza si ritiene indipendente dall’avvio del pensiero.

Ogni formazione reattiva[4] è logicamente solo secondaria ad un iniziale giudizio sull’offerta cui si riferisce.

 

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 6 febbraio 2023

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano

 

 

[1] Le informazioni biografiche sono tratte dalla brochure fornita in occasione della mostra// Franco Duranti ha una formazione accademica di Belle Arti e del Conservatorio di Musica di Milano : il suo lavoro si fonde con una ricca attività di Arte terapeuta in ospedale (Milano, Pavia, Legnano). Nel 1988 inizia una lunga ricerca per dare vita ad un ‘Glossario Clinico di Psichiatria per Immagini’ – si tratta di taccuini di lavoro – terminata solo nel 2021 e che parte dalla osservazione sul campo dei pazienti che frequentano i Laboratori d’Arte all’interno delle Unità sanitarie : si tratta di uno studio rivolto al disagio ed agli aspetti emotivi, …con un linguaggio grafico fortemente calligrafico, forte di un percorso attivo di incisore.

[2] ‘Pensieri lenti e veloci, D. Kahneman (2011) Mondadori Libri SpA, p.25 / Per ‘Sistema 1’ e ‘Sistema 2’ D. Kahneman cita ‘Individual Differences in Reasoning. Implications for the Rationality Debate’, K. Stanovich e R. West in ‘Behavioral and Brain Sciences’, 23, 2000.

[3] ‘Pensieri lenti e veloci, D. Kahneman (2011) Mondadori Libri SpA, p.37

[4] ‘L’Io e l’Es’, S.Freud (1922) in ‘OSF – Vol. IX’ Bollati Boringhieri 2020, pgg.496-498

Conscio.

Norme sociali e consenso individuale.

<Una esibizione autorizzata in una piazza non europea>

 

 

Come si arriva alla opzione di uno ‘standard sociale’ per aderire al quale è sufficiente il silenzio ? Si può parlare di un sociale di ‘default’ ? Con quali prototipi e modelli di riferimento ? Ed introdotti e diffusi, come?

“Il sistema 1 è formidabile in una particolare specialità : identifica automaticamente e senza sforzo le connessioni causali tra eventi, a volte anche quando la connessione è spuria.”[1]

Difficile ammettere l’automatismo quando il fine è dell’individuo, come in ogni attività umana : più comprensibile è ammettere una regìa individuale, che può anche risultare rapidissima – come è in ogni sintesi intuitiva che coglie quanto è già a portata ‘di mente’ – nel coordinare e condurre a meta rappresentazioni conscie ed inconscie, e di cui magari si sia già sperimentata una molteplice capacità di spendersi.

Ci interessa quindi la affermazione di Kahneman[2] perché la sottolineatura “anche quando la connessione è spuria” indica che c’è una parte del pensiero che mette in  moto ‘connessioni non causali’ per la propria sintesi intellettiva, e con un grado di efficacia ben valutabile dal soggetto : di più, ci interessa quel ‘non causale’ perchè si rivolge direttamente ed esclusivamente al soggetto di regìa, senza quasi riferimento alla sua ‘coscienza’ che controlla anzitutto – lo sappiamo - l’ingresso nel sociale.

Il giudizio di Kahneman, che riconosce e trattiene solo le ‘connessioni non spurie’, indica l’esistenza di una parte residua del pensiero che, pur latente alla consapevolezza, non è però assente in quanto è capace di fermare quello specifico fotogramma, sfuggito alla coscienza, che apre a considerare la costruzione di un bivio prima inesistente.

Ed è proprio questa latenza-non-assenza ad interrogare, a rimettere in discussione la distinzione - niente affatto scontata, ma ormai così largamente usata a riferimento anche sociale - fra un ‘sé mnemonico’ ed un ‘sé esperienziale’[3], aprendo invece alla comprensione del perché i ricordi non sono automatici, mai.

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 26 novembre 2022

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano

 

 

[1] ‘Pensieri lenti e veloci’ (orig.: ‘Thinking, Fast and Slow’), D. Kahneman (2011), Arnoldo Mondadori Editore SpA, p.146

[2] Daniel Kahneman, psicologo e professore emerito a Princeton, ha studiato a lungo insieme ad Amos Tversky i processi decisionali : nel 2002 ha ricevuto il premio Nobel per l’economia “per avere integrato risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente in merito al giudizio umano ed alla teoria delle decisioni in condizioni d’incertezza”.

[3] ‘Pensieri lenti e veloci’ (orig.: ‘Thinking, Fast and Slow’), D. Kahneman (2011), Arnoldo Mondadori Editore SpA, p.508

Talento… negativo[1] ??

 'Cartiera Armatruda' ad Amalfi : un particolare dell'immissione d'acqua nell'impianto.

 

 

E’ quanto, ingannevolmente si potrebbe concludere dalla politica espansiva di Mario Draghi, apprezzato presidente uscente della Banca Centrale Europea[2].

E’ indubbio che la sua presenza autorevole e competente abbia favorito, nel rispetto delle regole imposte dal suo mandato la ripresa economica in Italia ed un contemporaneo rallentamento del debito pubblico, con la auspicabile prospettiva di una riduzione complessiva del rapporto Debito / Prodotto interno lordo.

Che tale politica sia stata una buona idea lo dimostrano ad esempio i dati incoraggianti della Spagna che, pur essendo una nazione più piccola dell’Italia anche in termini di autorità in campo europeo, ha saputo migliorare i propri dati aggregati inizialmente assai sfavorevoli confermando un governo lungimirante anche riguardo alla coesione degli Stati alleati.

Oggi che il governo di Mario Draghi è prossimo alla sua naturale conclusione, anche la politica espansiva ha evidentemente raggiunto il massimo traguardo, e proseguire non sarebbe più conveniente soprattutto nei confronti degli investitori extraeuropei sui quali si fonda qualunque profitto che possa dirsi reale. E dunque ?

Nella Storia viene in mente il Caso delle Repubbliche Marinare, nessuna delle quali tuttavia arrivò prudentemente a definirsi tale : prima di tutte a segnalarsi fu Amalfi che intorno alla fine del 1300, dopo aver subìto incursioni e saccheggi ed aver organizzato una difesa efficace, si attribuì una propria autonomia governativa. Registrando la propria ‘indipendentia de facto’, che proveniva da una autonomia economica fondata sui ricchi scambi commerciali con l’Oriente su una potente flotta di navi, Amalfi si diede una Costituzione da città-stato con la possibilità di battere anche propria moneta con una zecca indipendente, di imporre tributi ed emanare leggi sul proprio territorio e sul mare.

Con originale imprenditorialità ad Amalfi, per esempio ci si ingegnò a produrre carte pregiate vendute anche all’estero a partire dagli stracci residui di sartoria, vendendo i quali anche i più poveri ricavavano una risorsa monetaria per attrezzarsi come imprenditori.

Ed appena un secolo oltre, a fine ‘500 dalla Cartiera ‘Armatruda’ di Amalfi venivano scodellati i primi ‘pagherò’, progenitori delle carte di credito che tuttora usiamo. Ma quella produzione ingegnosa ora langue, nessuno più procura più ‘stracci’ : forse che non abbiamo nulla da riciclare con beneficio anche economico ?

Per un breve, indimenticabile periodo le Repubbliche Marinare furono la gloria dell’Italia, o meglio di un’Italia pigra e viziosa che non pensava affatto ad imitare quell’intraprendenza e quel coraggio che avrebbero reso possibile una intelligente e lungimirante prima Confederazione, nell’iniziale e colto panorama europeo.

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 23 settembre 2019

 

 

 

 

 

[1] “E‘ una legge normativa, non imperativa (non dà comandi e non introduce coazioni)…“ nel silenzio ‘non‘ rivendicativo dei propri talenti, siano essi fisici, culturali o altro : non è una legge ‘naturale‘ ma frutto di un pensiero ‘sulla‘ natura. Cfr. “Il pensiero di natura - Giacomo B.Contri 1996 SIC Edizioni pp. 169-174.

[2] Mario Draghi è il terzo presidente B.C.E., essendo stato eletto il 1°novembre 2011 e terminerà il suo mandato il 31 ottobre p.v.

Valore.

 “Tale è l’uomo dell’Istituzione dell’Oggetto, il cui comportamento antieconomico descrivo secondo queste tre specie di danno : 1) lucro cessante, 2) danno emergente, 3) lucro non emergente”.[1]

 

Che il vantaggio passi a plusvalore fa di quel lemma, introdotto da Freud[2], un bivio inevitabile del pensiero : è quello che ho chiamato ‘danno cessante’[3].

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 21 ottobre 2022

 

Illustrazione originale di Gianni Russomando[4]

 

 

[1] Cit. da : ‘Economia’, di Giacomo B. Contri in ‘A chi non ha sarà tolto. Economia e psicopatologia’, di Giacomo B. Contri con Ambrogio Ballabio, Alberto Colombo, Raffaella Colombo, Maria Delia Contri, Luca Flabbi, Glauco Maria Genga, Maria Gabriella Pediconi – ebook SIC Edizioni Collana ‘Il pensiero di natura’ (2010) Testo di riferimento per il Corso di ‘Studium Cartello’ 2010-2011 ‘La perversione al bivio’. 

[2] ‘Aldilà del principio di piacere’, S. Freud (1920) Bollati e Boringhieri Vol.9 p.242

[3] https://www.tutorsalus.net/index.php/it/events/233-born-in-a-used-frame-costantino-nivola-fra-salvatore-fancello-e-le-corbusier

[4] Gianni Russomando, note di biografia : “Sono nato a Vercelli nel 1956, diplomato presso l’Istituto di Belle Arti di Vercelli, mi definisco un semplice ‘amanuense’, lontano mille miglia da mostre, concorsi, esposizioni.” 

 

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