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“Vorrei che suonasse inutile la precisazione che il lapsus, sempre e solo umano, non si produce automaticamente, il computer è impotente a produrre lapsus: chi l’avrebbe detto, che il lapsus è un profitto?, di cui pochi approfittano.”

(Cit. da THINK! di Giacomo B. Contri, ‘La sovversione economica freudiana’ 30 ottobre 2009).

…non indispensabile.

Che l'altro si renda ex-citante al Soggetto con la sua parola.

In foto: screenshot dell’Osservatorio Griffith, Los Angeles/ California.

 

 

Il linguaggio non è indispensabile all’inconscio[1] pensiero, che è già pensiero completo: anche se all’Altro non sembra. L’inconscio infatti è sanzione assolutamente individuale all’altro che si offre: logicamente non potrebbe iniziare prima della umana e fisiologica nascita di un Soggetto.

Ma, per non annaspare, perdere l’orientamento, l’altro suggerisce la parola: che si renda dunque ex-citante al Soggetto con la sua parola. Ed il Soggetto – quantunque neonato – ap-prenderà di buon appetito, come allattando: perché ci tiene al governo. Il linguaggio è infatti per il Soggetto – quantunque neonato ma non stupido – indispensabile strumento per il governo.

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 23 maggio 2026

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano

 

 

[1] ‘Inherit from a child. Why not ?’, Marina Bilotta Membretti/ NeP edizioni Srls (2024) – Chapter 3/ ‘A four-stroke start ? p.82

 

 

Capitolo concludente.

Dalle ipotesi alla risoluzione.

 

In foto: ‘Mosè’ (1513 – 1542) di Michelangelo Buonarroti (1475 - 1564), Basilica di S. Pietro in Vincoli - Roma.

 

 

“Voglio aggiungere un nesso tra i due capitoli del mio intervento del 16 dicembre scorso, concezione giuridica dell’amore e scienza del pensiero, e la fede.”[1]

 

 

‘Capitolo concludente’ è una risoluzione, e la pace : il lavoro già iniziava con le ipotesi del pensiero, di cui Freud è stato il primo scienziato avendo individuato quella istanza che sanziona la coscienza.

Ma c’è un passo, che parte dalle ipotesi e arriva alla risoluzione – possiamo chiamarla fede – da cui nessuno scienziato, in quanto operatore di Scienze, si esimerebbe.

Mosè è adulto, e affidato di Governo : le Tavole della Legge che pure conosce e da cui si ritiene prescelto gli stanno scivolando a terra perché un pensiero ha prevalso. Fede non è necessariamente speranza: Mosè è prossimo ad una concludenza che non aveva previsto, assolutamente realistica ma sconvolgente e non ancora giunta alla coscienza: è già pensiero, e il suo sguardo non è evitabile.

In un tempo lunghissimo e connotato da guerre, fatto di disperati abbandoni e di tenaci ritorni, il colto Michelangelo ci aveva lavorato : proprio come Mosè, anch’egli non è più un bambino che gratifica senza indugio o condanna senza sconti di pena. L’affidabilità di ciò che solo intuisce farà ingoiare alla coscienza rimorsi inutili e pentimenti che ad altri spettano. Michelangelo è adulto quando scolpisce nel marmo la concludenza della fede che ha già pagato salata l’ingenuità dell’inganno, e dunque ammette la realtà di ingannatori e perversi.

Mosè è un adulto che si salva: questo, Michelangelo ci lascia inciso nel marmo.

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 17 gennaio 2025

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano

 

 

[1] Citaz. dall’ incipit ‘Tre capitoli’ 7 gennaio 2022, Contributo di Giacomo B. Contri al Simposio ‘Amore’ 2021 – 2022 organizzato da ‘Società Amici del pensiero Sigmund Freud’ Milano.

giuridico, e Giuridico.

Un errore, e le sue conseguenze.

Illustrazione originale di Gianni Russomando[1].

 

 

“La psicoanalisi è un giudizio, in senso giudiziario, in cui il Soggetto si costituisce parte civile. Rispetto all’ultimo giudizio, è un giudizio penultimo. Nel giudizio penultimo… un Soggetto ragionevolmente guarito – ciò significa ricostituzione della facoltà di giudizio con critica e conoscenza della crisi e della soluzione ‘castrazione’ – distinguerà tra colpa dell’Altro ed errore installato nel Soggetto.”[2]

 

E’ qui, traguardo ragionevole della psicoanalisi, che un Soggetto può istituire il bivio fra pensiero tradizionale con ‘castrazione’ e pensiero giuridico – cioè legittimo senza ‘castrazione’[3] - di una soluzione inedita capace di mutare i rapporti : al punto da proteggere l’Altro – perfino offensore – dal male che compie come conseguenza del suo errore, e col beneficio di poter correggere l’errore.

In questo, e già in questo, il giuridico viene in aiuto al Giuridico.

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 17 agosto 2024

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano

 

 

 

[1] Gianni Russomando, note di biografia : “Sono nato a Vercelli nel 1956, diplomato presso l’Istituto di Belle Arti di Vercelli, mi definisco un semplice ‘amanuense’, lontano mille miglia da mostre, concorsi, esposizioni.” 

[2] In ‘Secondo tempo. L’errore nel pensiero del soggetto’ p. 161  - ‘Il pensiero di natura. Dalla psicoanalisi al pensiero giuridico’, Giacomo B. Contri SIC Edizioni (1998)

[3] Il pensiero giuridico, legittimo senza ‘castrazione’ è il talento silente, o talento negativo, a perfezionamento della costruzione della legge detta ‘inconscio’, ed individuata da Freud nella crisi della legge stessa: cfr ‘Il talento negativo’ pp. 169-174 in ‘Il pensiero di natura. Dalla psicoanalisi al pensiero giuridico’, Giacomo B. Contri SIC Edizioni (1998).

ricevuto.

'Dal cuore alle mani’, di Dolce & Gabbana[1] – Palazzo Reale, Milano.

 

 

Nella foto: dettaglio del monumentale carretto siciliano su cui è ben visibile una citazione de ‘Il bacio’ (1859) del pittore - milanese di adozione - Francesco Hayez la cui arte provata ed eccellente viene spesso anche riferita a quell’afflato unitario dei moti che costituirono il Risorgimento fino all’avvento di Garibaldi – presente tra l’altro nella sala dedicata all’Opera – e quindi alla liberazione dell’Italia. Questa sala è invece dedicata alla Sicilia, di cui è originario lo stilista Domenico Dolce, con i maestri artigiani al lavoro nei video proposti.

 

 

Se si trattasse soltanto di meraviglia – giustamente sollecitata dai magnifici allestimenti della mostra – saremmo tuttavia ancora parziali.

Ciò che via via i manufatti preziosi ci offrono con la invidiabile umiltà di una Alta sartoria ormai quasi quarantennale, e che a questa mostra continua ad attirare lunghe file di visitatori spesso anche stranieri, è la descrizione di un lavoro che mantiene professionalmente nascosta la parte più laboriosa e sofferta – ‘amata’ è la parola corretta - per un risultato che, per poter essere offerto al committente ed al pubblico, deve anzitutto essere personale e proprio.

E’ a tema l’amore per il lavoro - dove nessuna riduttività è ammessa se un indiscusso successo premia i suoi latori, ottimi stilisti ed imprenditori – come percorso assolutamente individuale fino a poter incontrare il partner, e non invece come fissazione ad un oggetto su cui non si potrebbe mai investire talento. Il pensiero qui si muove su più strade – come correttamente fa l’inconscio quando vuole comunicare, superando il buio di un’aggressività che non gli compete – e la strada maestra non è sempre la più utile, se ha dovuto abbattere boschi e spianare colli : ecco allora le strade ben segnate ed efficaci, laterali  ma che dicono molto anche di una donna desiderata e conosciuta, non irraggiungibile.

La posizione maschile mantiene, pur nei diversi ambienti, una superiorità rispetto alla donna, che si spiega solo verso la fine della mostra – e richiama fortemente, senza citarla, ‘La Tempesta’ del cinquecentesco Giorgione (1477 – 1510) dove l’uomo si pone a difesa della giovane madre – laddove sul trono è un piccolo, prezioso bauletto che ne raffigura la testa ed il volto sorridente, affiancata da due cavalieri alle cui spalle vigila la ripresa di un mosaico d’Arte, forse proprio il Cristo bizantino e Pantocratore. Lo sfolgorio dei quadri enormi, il tintinnio riproposto di cristalli e specchi, l’angoscia di una devozione che non si svela e quelle tradizioni possenti, poderose come colonne di antichi dei fino alla esplosione del lusso, alla sovrabbondanza dell’Opera cui anche un Attila[2] impellicciato e arrogante attinge : tutti questi mescolano e confondono le sensazioni senza però perdere quel filo irremovibile del pensiero, che tuttavia ci costituisce solo quando – istituito il posto per il partner – lo custodiamo.

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 19 maggio 2024

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano

 

 

[1] ‘Dal cuore alle mani’ è in corso fino al prossimo 31 luglio : nella mostra, presentata come Artigianato artistico, sono esposti manufatti selezionati, abiti ed accessori, dell’Alta moda di ‘Dolce & Gabbana Srl’, con sede a Milano e fondata nel 1985 dagli stilisti italiani Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Al centro della mostra è stato ricostruito l’atelier, officina di lavoro dell’Alta sartoria.

[2] Attila (395 d.C. – 453 d.C.) re degli Unni.

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