Ottimi appunti di economia del pensiero dal lavoro analitico.
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Ottimi appunti di economia del pensiero dal lavoro analitico.

! Difesa non è una qualunque.
Il medievale Simone Martini[1] riporta, in questa superba rappresentazione, la realtà di un accadere sempre possibile in cui il corpo è attore e protagonista.
Le parole, pur auree del messaggero colpiscono il timpano e fanno indietreggiare, ma senza disorientamento : e Annunciazione accade.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 4 novembre 2019
[1] ‘’Annunciazione e i santi Ansano e Massima’, (‘Gli Uffizi’- Firenze) è un’opera del 1333 attribuita a Simone Martini e Lipo Memmi (‘Symone Martini et Lippus Memmis de Senis me pincxerunt anno Domini MCCCXXXIII’) / Riferim: 1506159883880086.
La lungimiranza del pensiero individuale.

Ammetto che ho un debole per il rosa… Sarà per questo che lo scorso 28 ottobre a ‘Meet me tonight’[1] ho scelto i Laboratori di ‘Cultura e società’ contraddistinti dal colore rosa?
Ma specificamente ho scelto il Laboratorio di ‘Economia comportamentale’ che prevedeva un gioco a punti, ‘GDPR – Il Gioco Della Privacy’. Sorprendentemente ho ottenuto il massimo punteggio : il Ricercatore che mi aveva spiegato le regole del gioco, allora mi ha chiesto : “Ma come ha fatto ?” Ho risposto che avevo usato la logica freudiana.
Ne è seguita una niente affatto prevista conversazione sulle variabili di politica economica e sulla loro affidabilità che richiede affinamenti continui, elaborati e complessi : una conversazione davvero memorabile.
Perchè la lettura di ‘Psicologia delle masse’ e ‘La questione economica del masochismo’[2], pur escluse dai testi accademici, riescono invece ad incuriosire gli studiosi a riprendere quell’intuizione economica iniziale, unificante il pensiero, che normalmente incontriamo nel suo stato di una colta specializzazione e fragmentazione che la didattica trascura in quanto già impegnata nell’addestramento agli automatismi delle formule matematiche ed econometriche.
Una intuizione economica non ha niente a che fare con la mistica dell’istinto, che è programmabile a go-go, perché ogni intuizione valuta l’investimento intellettuale per poterlo utilizzare, a pena di perdere il ‘goal’ che inizialmente è sì individuale, ma a lungimirante – e quindi sociale – prospettiva.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 1 ottobre 2019
TutorSalus.net - Giornalismo freudiano
Illustrazione originale di Gianni Russomando.[3]
[1] Il Progetto ‘Notte europea dei Ricercatori in Italia‘ è inserito nel ‘Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione‘ Horizon 2020, MSCA ‘Marie Sklodowska - Curie Actions‘ grant agreement N°818910. A Milano a ‘Meet me tonight – Faccia a faccia con la Ricerca‘ (27-28 ottobre 2019) hanno partecipato il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Milano, l’Università di Milano-Bicocca// www.meetmetonight.it
[2] ‘Aldilà del principio di piacere‘ (1920), ‘Psicologia delle masse ed analisi dell’Io’ (1921), ‘La questione economica del masochismo’ (1923) sono alcuni noti lavori di Sigmund Freud coinvolti nelle discipline economiche.
[3] Gianni Russomando, note di biografia : “Sono nato a Vercelli nel 1956, diplomato presso l’Istituto di Belle Arti di Vercelli, mi definisco un semplice ‘amanuense’, lontano mille miglia da mostre, concorsi, esposizioni.”
Un Progetto su misura.
Nella foto la dottoressa Arianna Pagliardini, coordinatrice del Progetto 2019, “La voce debole dei forti”.
Arianna Pagliardini[2] mi riceve nella sede operativa della Cooperativa Artelier a Milano, l’antico e bell’edificio dell’ ‘Istituto delle Suore della Riparazione’ in Via Padre Carlo Salerio 51, un tempo sede di ‘Casa di Nazareth’. E’ lei la coordinatrice del Progetto 2018-2019 di ‘Artelier’, ‘La voce debole dei forti’.
"Abbiamo voluto riproporre un progetto antico, che nasce dalla idea iniziale di Giuseppe Oreste Pozzi, psicoanalista fondatore e direttore di ‘Artelier’ : la sua intuizione fu che la diversità, e la fragilità psichica che è sempre a rischio di esclusione, potesse trovare un’occasione di incontro con la più ampia realtà sociale nel 'fare insieme’, mostrando che ‘fare insieme, magari da soli ma non in solitudine, abbassa la paranoia sociale’, esordisce Arianna Pagliardini, e prosegue: “Quest’anno abbiamo pensato di entrare nelle scuole – dalla primaria alle superiori - proponendo di elaborare insieme a soggetti in crescita che incontrare la diversità è un’opportunità della vita quotidiana a cui non si pensa, normalmente…”.
L'uniformità infatti non semplifica né alleggerisce la vita, semmai la banalizza: e un segnale favorevole è stata la disponibilità che alcune scuole di Milano hanno già offerto quest’anno al Progetto di ‘Artelier’.
“Hanno deciso di collaborare al Progetto tre scuole di Milano: le classi terza e quarta della Scuola Primaria Paritaria ‘A. Limonta’, le quattro classi del primo anno dell’Istituto professionale E.C.F.O.P., ‘Ente Cattolico di Formazione Professionale’ di Via Salerio ed alcune classi del quarto anno Liceo Scientifico Paritario ‘Enrico Fermi'. Il risultato è stato soddisfacente e in ottobre ci attende un Seminario di lavoro conclusivo con gli elaborati ricevuti e le testimonianze dirette, in modo da poter valutare a fondo l’esperienza complessiva. Riteniamo infatti di poter modulare e riproporre il Progetto il prossimo anno scolastico anche nelle scuole pubbliche.
Il nostro obiettivo era di dimostrare che l’incontro con la diversità è non solo possibile ma può apportare creatività e crescita, personale e collettiva. Cosa accade per esempio ad un ragazzo che assiste ai cambiamenti del proprio corpo ? Accogliere e soggettivare il cambiamento non è facile né scontato, e le età con cui si è lavorato nel Progetto sono età segnate da cambiamenti rapidi e spesso turbolenti.
C’è un’alterità con cui avere a che fare in ciascuno di noi.
Nella scuola primaria abbiamo notato che i bambini, presentandosi cercavano di uniformarsi a quello che altri avevano detto prima di loro, con una certa rigidità iniziale... Nel corso del lavoro, invece ha cominciato ad emergere qualcosa delle diverse singolarità”, aggiunge la dottoressa Pagliardini.
“Abbiamo deciso di articolare il lavoro in quattro fasi. Per ogni scuola abbiamo messo a disposizione due tutor con una formazione psicologica. I tutor si sono inseriti nelle diverse scuole rispettando tempi, spazi e modalità delle diverse istituzioni scolastiche.
La prima fase consisteva nell’accompagnare gli alunni in un lavoro di rappresentazione artistica della loro idea di diversità.
La seconda fase riguardava invece l’esposizione delle opere realizzate al Festival dell’Espressività’[3], evento organizzato annualmente da ‘Artelier’ e che quest’anno aveva come tema “Legàmi”. Al Festival c’è stata la possibilità di incontrare la ‘diversità’ intesa come alterità e come fragilità : gli studenti hanno potuto iscriversi ai laboratori in programma,[4] lavorando insieme ai ragazzi ospiti dei Centri Clinici di Artelier e di altre strutture cliniche, ed insieme a visitatori del Festival interessati.
Alcuni laboratori sono stati realizzati dalle scuole stesse : ad esempio il Liceo scientifico ‘Enrico Fermi’ ha organizzato un laboratorio sul ‘Patentino Civico’, dal titolo “Legàmi costituzionali” per sensibilizzare sul tema della Costituzione e diritti della persona, la solidarietà umana, il rispetto reciproco, la dignità dell’uomo. Un altro laboratorio, ‘Labirinto emotivo di linee e colori in libertà’ ha coinvolto gli alunni della scuola primaria ‘A. Limonta’, invitati a esprimersi solo con i colori, partendo liberamente dallo spazio occupato e seguendo i propri segni grafici e le forme fino ad incontrare segni e forme degli altri partecipanti, ma integrandoli ed ampliandoli.
Nella terza fase abbiamo proposto di esprimersi sull’esperienza vissuta al Festival.
E ci ha sorpreso con piacere l’entusiasmo dei bambini della scuola primaria ‘A. Limonta’ che avevano scoperto la novità dell’incontro, anzitutto con sé e quindi con gli altri.
A settembre avremo un riscontro anche da parte del liceo ‘Enrico Fermi’ e dell’Istituto professionale E.C.F.O.P.
La quarta e ultima fase del Progetto ci vede impegnati nella organizzazione di un Seminario e di una pubblicazione in cui dare testimonianza del lavoro svolto e dei suoi esiti.”
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio - 7 settembre 2019
TutorSalus.net - Giornalismo freudiano
[1]Artelier nasce come Associazione clinico-culturale nel dicembre del 1999 a Busto Arsizio (VA), cura il disagio di minori, adolescenti, e assiste le loro famiglie. Nel 2006 si affianca la Cooperativa Sociale ARtelier che opera a Milano con una Struttura Residenziale di Neuropsichiatria Infantile “Antenna G. Beolchi”, un Centro diurno di riabilitazione psicosociale “Antennina” e i Consultori di Psicoanalisi Applicata. A Cerro Maggiore (MI) con una Struttura Semi Residenziale Terapeutico Riabilitativo di Neuropsichiatria infantile “Antennina 2” ed un Centro diurno di riabilitazione psicosociale “Antennina”.
[2]Presso ‘Artelier’ la dottoressa Arianna Pagliardini, che è stata coordinatrice del Centro diurno terapeutico riabilitativo di Neuropsichiatria infantile (2015-2017), è oggi anche psicoterapeuta coordinatrice dei ‘Consultori di psicoanalisi applicata’.
[3] Il Festival dell‘Espressività ‘Stanze di Psiche’ si svolge annualmente a Milano nelle sale e nei chiostri quattrocenteschi della Società Umanitaria in via San Barnaba 48. Secondo le parole di Giuseppe Oreste Pozzi che lo ha ideato e diretto fin dal 1999, è “…un evento clinico culturale che, attraverso l’arte in tutte le sue espressioni, favorisce l’incontro fra i ragazzi delle Comunità riabilitativo-terapeutiche della Lombardia e gli studenti, gli adulti, le famiglie, e tutti i cittadini. Obiettivo del Festival è dimostrare che un annodamento tra società civile e terzo debole può essere benefico per entrambi…”, tratto dalla intervista di Federica Bosco - 1 maggio 2019 per www.artelier.org
[4] I laboratori di quest’anno prevedevano tante e varie attività, dallo 'Yoga' al ‘Suminagashi’, dalla 'Pittura espressiva alla 'Modellazione plastica', al 'Trucco artistico', alle ‘Storie di antichi legàmi’ etc.

Nella foto il grandioso tramezzo del 1529, ritenuto non a torto il più famoso affresco rinascimentale della Svizzera, opera ‘non donata’ da Bernardino Luini ma a lui regolarmente commissionata e pagata come documentano le ricevute rilasciate ai Patrocinatori.
E’ il risorgere : esperienza umana e dunque pensiero ineliminabile, anzi imputabile di valore aggiunto e di ulteriore profitto.
Eppure facilmente scartato... Il Sole sorge senza alcun lavoro infatti (ma non risorge).
Pensavo a questo, trovandomi di fronte al complicato affresco del grande Bernardino Luini, ottimo discepolo di Leonardo Da’ Vinci e qui nella sua maturità professionale, che lo rese maestro ricercatissimo in tutta la Lombardia, Piemonte e Svizzera del Canton Ticino.
Siamo in ‘Santa Maria degli Angioli’, deliziosa e semplice chiesa romanica in posizione appena un po’ arretrata sul lungolago di Lugano : quale visitatore, entrando si aspetterebbe questo amplissimo tramezzo, circa centodieci metri quadrati riccamente dipinti e senza alcuna pausa visiva su cui viene descritta una città vivace, con cavalli guarniti ed eleganti cavalieri, guardie armate e madri coi bambini, passanti e popolani, mercanti in traffico, notari e bottegai colti nel loro quotidiano e provinciale affaccendarsi?
Se non fosse per quelle lance raffinate, puntate contro i tre uomini in Croce, semi ignudi e dolenti ma lassù dove lo sguardo non arriva.
E chi mai infatti vorrebbe essere al loro posto ?
L’eresia dunque serpeggia e ammicca, ma benevola fra gli Osservanti, frati minori provenienti da Milano che intorno al 1473 vennero ben accolti a Lugano per l’opera di pacificazione prestata fra le fazioni cittadine di guelfi e ghibellini e per l’assistenza data ai malati di peste : il convento fu fondato nel 1490 e la prima pietra della chiesa posata nel 1499.
Ligi al ‘modulo bernardiniano’ che prevedeva chiese a navata unica dotate di un tramezzo alto fino al soffitto per separare la zona riservata ai religiosi, i fedeli luganesi venivano qui per incontrare l’Eucarestia e si trovavano invece investiti da prediche cupe e dal nichilismo. La Resurrezione infatti era argomento scomodo in queste chiese e qui infatti la troviamo appena allocata in un angolino su a destra come in una credenza sotto chiave.
Su questa enorme e coloratissima lavagna insomma, la ‘lectio’ dice chiaramente all’assemblea di occuparsi di ciò che ad ognuno spetta sulla Terra e di schivare così la punizione divina, esprimendo invece gratitudine ai Patrocinatori, che nel 1496 rinnovarono la concordia in ricordo della pace già stipulata nel 1445 tra le fazioni di Lugano, per il Potere terreno nel nome di Dio.
Titolo del magistrale affresco è “Passione e Crocefissione”, dove Gesù è ridotto ad uno dei tre e dove la ‘imitatio Christi’ - ironizzata - non può essere ambizione umana, ma solo livida premonizione servile.
Ancora presto per quel Concilio di Trento che nella seconda metà del ‘500 dovette richiamare il vigore di Carlo Borromeo Cardinale, Vescovo di Milano e forse unico protagonista, per spegnere la voracità di eresie che erano culminate nello Scisma della riforma protestante ?
Impegnato senza risparmio di forze su un fronte tanto vasto, quel santo e pur combattuto uomo riuscì almeno con la sua stessa persona a indicare che il risorgere è possibile.
Senza alcuna delega, però.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 5 agosto 2019