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Ottimi appunti di economia del pensiero dal lavoro analitico.

Ero straniero.

You tube:

Un lavoro di Artelier : il Progetto 'Ero straniero'.

Nel video condiviso da https://www.youtube.com/watch?v=8vPQQYk_Pg8 il maestro d'Arte Giuseppe Pino Ceriotti illustra alcuni degli autoritratti realizzati dai ragazzi ospiti del Centro.

 

 

Nel Progetto 'Ero straniero' si realizza il proprio autoritratto, fino all'allestimento della Mostra presso una Galleria d'Arte a Milano.

 

 

Il video è stato realizzato presso Artelier in 'Società Umanitaria' a Milano.

A cura di Marina Bilotta Membretti - novembre 2017, Cernusco sul Naviglio

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano 

 

Quel salotto portatile che è il pensiero.

"Ordine Contrordine Disordine. La ragione dopo Freud"[1], di Maria Delia Contri

 


 

Quando ho preso in mano per la prima volta il bel libro di Maria Delia Contri, "Ordine Contrordine Disordine. La ragione dopo Freud", l'illustrazione di copertina ha suscitato tutta la mia attenzione, arrivando a farmi sorridere di piacere.

Perchè in quei pochi metri quadrati tappezzati di legno ed accessoriati nei quali il colto Antonello Da Messina ha rappresentato al lavoro San Girolamo nello studio, io stessa lavorerei volentieri ed ancor più perchè le vetrate al pianterreno e le bifore al p iano primo si affacciano su una florida campagna. Genuino artista di quel Rinascimento italiano che seppe produrre attingendo altrove e non compulsivamente ad esempio alle opere del più conteso Leonardo Da Vinci, Antonello Da Messina ci invita ad entrare in un luogo di lavoro offerto al pubblico senza inibizioni private.

E' il primo passo di un viaggio che si rivelerà coinvolgente fra le pagine che Maria Delia Contri offre con garbo al lettore, recuperando un pensiero nuovo da una rimozione antica e riaffidandolo ad un corpo tornato volentieri su questioni individuali rimaste troppo a lungo e faticosamente sospese.

La ragione dopo Freud accetta infatti di tornare laddove il pensiero non trovava soluzioni, a quel principio economico di convenienza[2] che fa appuntamento con l'offerta  dell'altro ma, trovandosene umiliato, erige ad ingenua difesa il muro ghiacciato dell'inibizione.

"Gli affetti piacevoli o spiacevoli sono pensiero, sono giudizio, sono sanzione che il pensiero dà di una forma del rapporto... Noia e angoscia sono due affetti strettamente imparentati : la noia come pensiero del vuoto di soddisfazione che la sottomissione... comporta.... L'angoscia come pensiero della contraddizione, logica inerente ad un rapporto che per definizione si presenta come impossibile.[3]

Tre lemmi, Ordine Contrordine Disordine, che aprono al lavoro del pensiero individuale anche nella patologia e che danno "senso alla raccolta dei testi... da me scritti – spiega l'autrice – come materiale per la discussione dei Seminari dello Studium Cartello e poi, dei Simposi della Società Amici del Pensiero nel corso di una decina d'anni dal 2014 – 2015 al 2003-2004..."

Dei tre, è il lemma Disordine che mi ha richiamato anzitutto : quella isteria quotidiana che Freud lucidamente segnalò nel pensiero individuale e che oggi, ad esempio, si malcela nelle nebbiose diagnosi delle troppo spesso e superficialmente riferite DSA[4] scolastiche... Disordine faticoso e con danno, che teme tuttavia di nominarne l'autore, rinunciando così al profitto del riordinamento.[5]

Eppure non è 'disordine' anche quella benefica miniera in cui un bambino individua senza esitazione ciò che vuole, materia prima del 'desiderio' da realizzare ?

Un 'ordine', ordinamento individuale non può logicamente farsi Ordine, 'luogo comune' compulsivamente imposto e non ragionevole come non lo è nessuna rimozione...

Il lavoro di Maria Delia Contri accompagna il lettore quindi a quell'errore ingenuo e troppo a lungo trascurato che è il Contrordine : difesa inefficace oltretutto, come il corpo dolorosamente confessa nella patologia.

Ma sarà, e del tutto incredibilmente, proprio il patologico ed individuale Contrordine del pensiero isterico che si oppone sine lege, e quindi senza ragione, all'esperienza di soddisfazione in quanto rimossa e quindi non più ripetuta, sarà quel Contrordine infine a farsi 'materia prima' nel lavoro analitico, fino ad individuare l'hortus conclusus[6] rimosso, esperienza di soddisfazione allontanata e mai dimenticata.

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 15 marzo 2017

 

 

[1]             Ordine Contrordine Disordine. La ragione dopo Freud, Maria Delia Contri 2016 SIC Edizioni 

[2]             Ordine Contrordine Disordine. La ragione dopo Freud, Maria Delia Contri cit.: p.16

[3]             Ordine Contrordine Disordine. La ragione dopo Freud, Maria Delia Contri cit.: p.12

[4]             DSA, Disturbi specifici dell'apprendimento : in Italia la Legge 170/10 riconosce il diritto dei bambini con diagnosi di DSA a strumenti didattici e tecnologici di tipo compensativo ed a misure dispensative.

[5]             Ordine Contrordine Disordine. La ragione dopo Freud, Maria Delia Contri 2016 SIC Edizioni p.47 : Per una dogmatica giuridica alla prova del caso individuale.

[6]             Ordine contrordine disordine. La ragione dopo Freud, Maria Delia Contri 2016 SIC Edizioni p.133 : Hortus conclusus.

Habeas corpus[1]

 Ovvero, ‘Di cosa sono imputato ?’  Hans Kelsen e Aung San Suu Kyi.  

 

In foto: le sbarre della rimozione sono ostinatissime, ma aggraziate e molto decorative.

 

 

Lo spunto per questo breve articolo mi è stato offerto dalla lettura di due interessanti, agili manuali. Si tratta di ‘Lineamenti di dottrina pura del diritto’[2], di Hans Kelsen e di ‘Liberi dalla paura’[3] di Aung San Suu Kyi. Entrambi gli autori parlano di giustizia, di diritti, e di diritto.

‘Giustizia’ è, a mio parere, uno dei pensieri più precoci in un bambino e fin dalla nascita : è la sua sanzione verso  ciascuno degli altri con cui si trova a trattare; giudizio di gradimento o di non gradimento verso quanto riceve, cioè l’offerta della realtà. Ed è grazie a questo precoce giudizio di ‘giusto’ o di ‘non giusto’, ‘soddisfacente’ o ‘non soddisfacente’ che ogni bambino può elaborare anche il rapporto con ciascuno dei ‘suoi’ altri.

Rapporto tuttavia che, a differenza di quanto avviene per gli adulti, un bambino ritiene indispensabile alla sua stessa vita : molto difficilmente, infatti, egli riuscirà ad allontanarsi da un adulto che pure lo maltratti, se in qualche modo l’adulto riesca ad occuparsi di lui.

Quando poi un adulto si ponga nei confronti di un bambino come egli stesso maltrattato, da altri adulti o dalla ‘sua’ società, il giudizio anche sano di un bambino viene gravato di una ingiustizia subita dall’adulto e che egli però non sperimenta.

“Se si analizza un qualsiasi fatto considerato come diritto, per esempio una deliberazione parlamentare, un atto amministrativo, una sentenza giudiziaria, un negozio giuridico, un delitto, si possono distinguere due elementi : l’uno è un atto sensibilmente percepibile, il quale procede nello spazio e nel tempo, un accadimento esteriore, per lo più un comportamento umano, l’altro è un significato, uno specifico significato quasi immanente o aderente a quest’atto o accadimento… Da ciò risulta la necessità di distinguere il significato soggettivo da quello oggettivo di un atto. Il significato soggettivo può, ma non deve coincidere col significato oggettivo che spetta a quest’atto nel sistema di tutti gli atti giuridici, cioè nel sistema del diritto… Quando un’organizzazione segreta diretta a liberare la patria da gente pericolosa, condanna a morte un individuo da essa ritenuto un traditore, e fa eseguire da un uomo di fiducia ciò che essa stessa soggettivamente ritiene e chiama una sentenza di morte, questa è oggettivamente, cioè nel sistema del diritto oggettivo, non già un’esecuzione di una sentenza capitale, ma bensì un assassinio… quantunque l’aspetto esteriore di questo non si distingua per nulla dall’esecuzione di una sentenza capitale”[4].  

Ed ecco cosa afferma Aung San Suu Kyi. “Dal momento che il rapporto fra paura e corruzione è tanto stretto, non può meravigliare che in ogni società in cui matura la paura, la corruzione si radichi profondamente in tutte le sue forme… Qualcosa di più che le difficoltà di costruirsi un tenore di vita appena accettabile aveva eroso la pazienza di un popolo tradizionalmente di buon carattere e acquiescente : l’umiliazione per un modo di vivere condizionato dalla corruzione e dalla paura… I Birmani si erano stancati di un precario stato di passiva apprensione…”[5]

“Quando si lavora nell’interesse nazionale non si deve portare fedeltà verso nessuna persona in particolare, né per obiettivi a breve termine. Rinunciate alle lealtà personali. Vorrei che continuassimo il nostro viaggio con sincera unità d’intenti e mente sgombra. Dico sempre alla gente di avere alte aspirazioni… le più alte possibili.”[6]

Ma pur considerando “le più alte aspirazioni possibili” che certo animano l’impegno sociale ed il sacrificio personale di Aung San Suu Kyi, il suo invito a “rinunciare” tout court al proprio giudizio, esperienza individuale di ‘giusto’ e di ‘non giusto’, di soddisfazione o di insoddisfazione, può  rendere astratti i diritti così faticosamente conquistati.

Sottomissione e ribellione infatti sono il risultato fallimentare di quella stessa acquiescenza,  individuale anzitutto e poi sociale come ricordava Aung San Suu Kyi, che ammette la “rinuncia” a pensare.   

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 18 giugno 2016

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano

 

 

[1] ‘Habeas corpus ad subjiciendum’ (trad. : ‘Che l’accusa abbia sostanza/corpo’ o letteralmente : ‘Che tu abbia il tuo corpo’) è un particolare tipo di ordine – in inglese ‘writ’ – detto anche ‘Great writ’, di importanza fondamentale nel sistema di diritto inglese : nel diritto delle origini, infatti, ogni suddito poteva essere soggetto ad una pluralità di giurisdizioni locali e signorili che potevano disporre anche fisicamente del soggetto. Il testo del mio Contributo è stato presentato in aula al Simposio ‘Chi può’, organizzato da ‘Società Amici del Pensiero – Sigmund Freud’ 2015 – 2016, 8°Sessione di lavoro 11 giugno 2016. Spunto per questo contributo è stato anche il film ‘Le ali della libertà’ (U.S.A. 1994) con Tim Robbins e Morgan Freeman e la regia di Frank Darabont, tratto da un racconto di Stephen King. 

[2] ‘Lineamenti di dottrina pura del diritto’, Hans Kelsen 1934 – Piccola Biblioteca Einaudi (2016). Hans Kelsen (Praga 1881 – Berkeley/U.S.A. 1973) è stato un illustre innovativo giurista che ha criticato l’idea trascendente del diritto e della giustizia.

[3] ‘Liberi dalla paura’, Aung San Suu Kyi 1991 – Sperling Paperback (2012). Aung San Suu Kyi (Rangoon/Myanmar, ex Birmania - 1945) è figlia di Bogyoke Aung San, eroe nazionale birmano e leader nella lotta per l’indipendenza dal dominio coloniale inglese e dall’occupazione giapponese. Ha ricevuto il ‘Premio Nobel per la pace’ per la sua attività a favore dei diritti umani nel 1991, mentre si trovava agli arresti domiciliari in Birmania : il premio è stato ritirato dai figli Alexander e Kim. 

[4] ‘Lineamenti di dottrina pura del diritto’, Hans Kelsen 1934 – Piccola Biblioteca Einaudi (2016), pp.48-50

[5] ‘Liberi dalla paura‘, Aung San Suu Kyi 1991 – Sperling Paperback (2012),  pp.183-184

[6] ‘Liberi dalla paura‘, Aung San Suu Kyi 1991  – Sperling Paperback (2012), p.217 ‚‘Il ruolo del cittadino nella lotta per la democrazia‘, discorso pronunciato il 3 dicembre 1988, festa nazionale birmana.

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