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Oro alla difesa.

Gianluigi Gigi Donnarumma mentre para il calcio inglese di rigore - pure favorito dai pronostici - che ha decretato la medaglia d’oro all’Italia lo scorso 11 luglio nel ‘Campionato Europeo di calcio 2020’ – ‘UEFA Euro 2020’, sospeso nel 2020 e giocato dal 11 giugno al 11 luglio 2021 nel rispetto della normativa anti Covid19 // Illustr. origin. di Stefano Frassetto.[1]

 

Quanto conta la difesa?

Proviamo a decifrare quel pensiero calcolato ma rapidissimo che supera gli altri, attinto da una memoria per nulla distrutta – semmai tenuta insipientemente all’angolo: nessun istinto, ne siamo certi, nessuna magìa.

Un tempo che si rivela dunque indistruttibile (ecco ciò che ora sappiamo) e tutto per ‘io’ :  da decifrare cioè senza aiuti che non siano un ascolto paziente e non ingenuo, ‘lavoro’ che non è una facile presa e soprattutto non immediata.

Ma quella difesa ha decretato vittoria - a molti è venuto in mente - ad un’alleanza europea che fra mille scogli sta prendendo il largo ed a cui la partecipazione britannica anzitutto si opponeva, essendosene definitivamente allontanata entro il 2020 ma ugualmente rivendicando la propria presenza, ritenendola forse la più competente in Europa. 

E ci sorprende che una difesa possa raccogliere frutto anziché un attacco, entrambi inizialmente ancora individuali ed a misura di ‘io’.

 

 

                               Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 2 settembre 2021

 

[1] Stefano Frassetto è nato a Torino nel 1968. Dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Torino, ha iniziato come vignettista e disegnatore per alcuni giornali locali. A metà anni novanta ha cominciato a pubblicare anche in Francia, prima col mensile ‘Le Réverbère’ e in seguito col quotidiano ‘Libération’ : passato a sviluppare l’attività di fumettista col personaggio di Ippo per ‘Il Giornalino’ e poi la striscia ‘35MQ’ per il quotidiano svizzero ‘20 Minuti’, con l’anno 2000 fa il suo esordio su ‘La Stampa’ come ritrattista per le pagine culturali e per l’inserto ‘Tuttolibri’, poi per il settimanale culturale ‘Origami’. Oggi è anche ritrattista e illustratore presso il quotidiano svizzero ‘Le Temps’.

 

Lavoro analitico.

Illustrazione originale di Gianni Russomando(1).



Perché nascondersi al solo pensiero ?


Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 14 agosto 2021

 

(1) Gianni Russomando, note biografiche : “Sono nato a Vercelli nel 1956. Diplomato presso l’Istituto di Belle Arti di Vercelli. Mi definisco un semplice ‘amanuense’. Lontano mille miglia da mostre, concorsi, esposizioni. Utilizzo da poco i social con lo scopo di dare un attimo di serenità in chi guarda i miei modesti lavori.”

“Fiabe della Sardegna” ‘Libri per lavorare 3’.

 

<Rifer. illustraz.: 0_5512400_125008.jpg>

 

 

“Il più fiero…”, “non riuscì a prendere sonno…”, “…chi mai poteva cantare?”, “E subito capì…”[2] sono frasi che piacciono ai bambini, cose ed azioni sperimentabili: non altrettanto piacciono incantesimi e magìe che, quando in qualche modo i bambini accettano, già attribuiscono al mascherare degli adulti le loro incapacità, che pure non vogliono rinfacciare.

Mi è piaciuto così questo libro che dedica poco spazio alla prepotenza delle magìe – sorridenti persino e disinvolte, come in alcune delle fiabe : si ammette anzi che, nonostante il favore di qualche incantesimo, “per la sua troppa rabbia e per la sua troppa paura…”[3] restano lo zoccolo duro della pigrizia umana, imputabile perché è con essa che anche il singolo riesce a convincere i suoi simili a farne addirittura una Legge, che sia valida per tutti ed a cui sarebbe facile obbedire per non pensarci più.

E gli algoritmi valgono una Legge ?

Ma arriviamo all’ultima fiaba, ‘Il vecchio e la rupe’, che descrive un mondo strano, dove ai bambini nessuno dedica tempo a  parlare e a lasciarsi interrogare o, se qualcuno lo fa, passa a socialmente improduttivo e dunque scartabile, ecco la definizione di vecchio.

E’ un racconto senza magìe e senza incantesimi, che riporta anzi alla Storia[4] - per i più fortunati appresa solo sui manuali scolastici – in cui “…i più giovani e forti” possono mettersi d’accordo fino ad emanare una Legge di morte – senza imputati dunque ? - per liberarsi di coloro che “non possono condurre l’aratro nei solchi… e neppure mietere il grano, …sono pieni di acciacchi.”[5]

Il vecchio Bobore non si oppone ed accetta la Legge, salvo tenere per sé i suoi pensieri a cui “nessuno aveva dato più importanza”[6]. Si lascia condurre dal figlio, che malvolentieri alla Legge china il capo,   fino alla rupe del burrone Muccidorgiu, luogo esistente presso la Gola di Gorropu. Arrivati in cima, però, il figlio decide di nascondere il padre nella foresta dove gli porterà da mangiare : i mesi passano ed una siccità come non s’era mai vista prima, impedisce i raccolti e porta la carestia, persino a Bobore il figlio non riesce più a portare che pochi grani. Eppure Bobore non deperisce, a differenza dei giovani in città e non certo perché vive da solo nella foresta : quello che ha escogitato però, collegando l’esperienza alla memoria non è affatto magìa, anzi sarà la salvezza anche per i poveri concittadini ormai allo stremo, di forze e di idee…

Piace ai bambini sapere di una ‘legge’ favorevole, che non si oppone alla Legge ma che, nascosta ai luoghi comuni, possa integrare il mancante che ogni Legge comporta : persino quando già Algoritmo.

                   

                    Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 21 febbraio 2021.

 

[1] “Fiabe della Sardegna”, di Alberto Melis – Illustrazioni di Giuseppe Braghiroli/ ‘Giunti Editore SpA’, ‘Giunti Kids – Un Mondo di Fiabe’.

[2] “Fiabe della Sardegna”, di Alberto Melis – Illustrazioni di Giuseppe Braghiroli/ ‘Giunti Editore SpA’, pp.6-12: ‘Pera Zuanne’, protagonista del racconto, è realmente esistito.

[3] “Fiabe della Sardegna”, di Alberto Melis – Illustrazioni di Giuseppe Braghiroli/ ‘Giunti Editore SpA’, p.25

[4] Già dai primi manuali scolastici apprendiamo della rupe Tarpea nell’antica Roma, o del monte Taigeto a Sparta : la Legge decretava la morte per vecchiaia od inabilità, una legge sociale diffusa che purtroppo qua e là tuttora  assurge a Legge.

[5] “Fiabe della Sardegna”, di Alberto Melis – Illustrazioni di Giuseppe Braghiroli/ ‘Giunti Editore SpA’, p.105.

[6] “Fiabe della Sardegna”, di Alberto Melis – Illustrazioni di Giuseppe Braghiroli/ ‘Giunti Editore SpA’, p.109.

 

Non piace a io. L’inganno della gentileeezza…

Illustrazione di Jacopo Ricci (1).



“Io, il mio ex compagno e le nostre due figlie più grandi eravamo negli Stati Uniti per la nascita del piccolo di casa.

Tara, la donna che tre anni prima aveva partorito le nostre gemelle, aveva accettato di aiutarci di nuovo e il parto era andato liscissimo…”(2)


                                                  
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 14 aprile 2021

 

(1) Illustratore indipendente di Valenza (AL), Jacopo Ricci è nato a Milano negli anni ‘80 (1988 per la precisione). Disegna da sempre ma si dedica definitivamente a matite e pennelli solo dopo aver finito le scuole superiori. Collabora con riviste online e realizza lavori su commissione. Nel 2018 illustra ‘Dottor Tremarella’  (libro autoprodotto) e ‘Guarda Oltre’ (sempre autoprodotto). Nel 2019 si avvicina alla serigrafia. https://www.facebook.com/jacoporicciillustratore  https://www.instagram.com/jacoporicciillustratore/  

(2) ‘Dear Daddy’, rubrica a cura di Claudio Rossi Marcelli, “Internazionale” n°1401 – anno 28/ 19 marzo 2021, p.14