Partner di pensiero, o sua assenza. La formazione dello psicoanalista.
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Partner di pensiero, o sua assenza. La formazione dello psicoanalista.

In foto, la copertina di ‘Tratti in salvo’ di Vittorio Giardino (Rizzoli Lizard – Mondadori Libri SpA, 2022).
Il vantaggio di una vocazione[1] /43.
“Senza imprudenza da economista im-provvisato, mi restringo all’osservazione del comportamento economico dell’homo pathologicus come homo anti-oeconomicus. Tale è l’uomo dell’Istituzione dell’Oggetto, il cui comportamento antieconomico descrivo secondo queste tre specie di danno: 1 lucro cessante, 2 danno emergente, 3 lucro non emergente.”[2]
Non ha che da tornare, l’homo anti-oeconomicus, al bivio fra ‘danno emergente’ e ‘danno cessante’, che alla coscienza però non veniva in mente… E la patologia - che già non distingue fra ‘danno’ e ‘lucro’ - ha fretta sempre e non saggia, non testa, non mette alla prova la distanza fra ‘danno emergente’ e ‘danno cessante’.
E’ invece il solido mattone del ‘danno cessante’ – subito rimosso nella nebbia della patologia, è pronto a far inciampare – a poter entrare a fondamento di una soluzione che aggancia.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 21 dicembre 2024
Difensore della salute.
[1] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione
[2] ‘A chi non ha sarà tolto. Economia e psicopatologia’ – Parag. ‘Economia’, Giacomo B. Contri p. 33 SIC Edizioni online (2010)
Analisi degli investimenti quotidiani.

Shangai, 1948: civili si accalcano davanti la porta chiusa della banca. Particolare di una foto di Henri Cartier Bresson, MUDEC Milano – ‘Henri Cartier Bresson. Cina 1948 – 1949’ (18.02 – 03.07.2022)
Il vantaggio di una vocazione[1] /42.
…Uno dei termini più mitici della nostra batteria terminologica è quello di rinuncia pulsionale operata per mezzo di quella che tecnicamente si chiama rappresentazione per l’opposto, rappresentazione all’opposizione. Non si tratta infatti di rinuncia, ma di risparmio, accumulo, scoraggiamento dell’investimento improduttivo…”[2]
Nemmeno l’ingenuità permette la ‘rinuncia pulsionale’, ma apre ad un bivio : il riconoscere che l’investimento nell’altro che ha ingannato sia stato improduttivo. L’analisi dei propri investimenti o è pane quotidiano, oppure resta ingenuità.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 12 dicembre 2024
TutorSalus.net - Giornalismo freudiano
[1] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione
[2] Citato da ‘La tolleranza del dolore. Stato, Diritto, Psicoanalisi’, Giacomo B. Contri (1977) SIC Edizioni p. 29
Prima della percezione.

Il percepito può non coincidere con quello che ci saremmo immaginati di sentire.[1]
“Allora il talento negativo, o non-pretesa (‘pretesa’ è un concetto giuridico) che costituisce la condizione formale della legge (di moto, n.d.r.), consiste nel fare di un bene non un oggetto, ma una componente negativa della legge stessa, una non-voce in capitolo… senza abolirsi come realtà (anzi come condizione per non abolirsi come realtà.”[2]
“…soltanto quanto è già stato una volta percezione ‘c’ può diventare cosciente.”[3]
Il vantaggio di una vocazione / 41[4]
L’inconscio non esiste prima della realtà, cioè non esiste prima del percepito.
La sua esistenza è una facoltà dell’umano, e non un diritto reclamabile, non un automatismo : è la facoltà di sanzionare il percepito, con piacere – che resta la sanzione primaria, o di riferimento – o dispiacere, e resta una facoltà anche quando si resiste ad essa, rimuovendo o deviando la sanzione su altro ed Altri non implicati, con danno e patologia.
Ma finalmente è al rimosso – in quanto riferito soltanto al percepito – che sta il ripescare nella memoria tutto il lavoro inutilmente compiuto per deviare o rimuovere una sanzione preziosissima e sprecata, incancellabile per tutta la vita quanto il percepito.
Alla cura psicoanalitica non servono fantasie.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 13 settembre 2024
TutorSalus.net - Giornalismo freudiano
[1] In foto: dettaglio dalla mostra antologica di Robert Doisneau (1912 - 1994) presso il Museo Diocesano di Milano 9 maggio – 15 ottobre 2023. (A cura di Gabriel Bauret, promossa da Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e prodotta da ‘Silvana Editoriale’ col patrocinio del Comune di Milano, col contributo di Fondazione Banca Popolare di Milano e di Fondazione Fiera Milano).
[2] Cit. da : ‘Costruzione (della norma fondamentale della legge del moto)’ p. 99 in ‘Il pensiero di natura. Dalla psicoanalisi al pensiero giuridico’, Giacomo B. Contri SIC Edizioni (1998)
[3] Cit. da : ‘L’Io e l’Es’, S. Freud 1922 - OSF Bollati Boringhieri (2020) Vol. 9 p.483
[4] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione
Coltivare.

Coltivare è un eccellente nome del ‘lavoro’, così per l’artigiano come per il ricercatore : tuttavia chiamare ‘antropizzato’ un paesaggio non evidenzia il profitto che risulta dal lavoro stesso.
Illustrazione originale di Gianni Russomando[1].
Il vantaggio di una vocazione[2]/40.
“C’è una condizione perché si possa, oltre che debba, parlare di imputabilità, una condizione che dovrebbe far arrossire l’ignoranza di cui la nostra cultura è malata, e che essa propaga : quella di sapere che il concetto di imputabilità non è solo né anzitutto un concetto penale, ma anche, e anzitutto, un concetto premiale (nell’ordine, sono imputabili : merito, peccato, reato).”[3]
‘Lavoro’ è premiale, come sa chi vi è ammesso.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 4 settembre 2024
TutorSalus.net - Giornalismo freudiano
[1] Gianni Russomando, note di biografia : “Sono nato a Vercelli nel 1956, diplomato presso l’Istituto di Belle Arti di Vercelli, mi definisco un semplice ‘amanuense’, lontano mille miglia da mostre, concorsi, esposizioni.”
[2] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione
[3] Cit. da : ‘Una psicologia amica’, Giacomo B. Contri p. 10 in ‘La Città dei malati’ – Maria Antonietta Aliverti, Raffaella Colombo, Giacomo B. Contri, Maria Delia Contri, Marina Massimi, Giorgio Moretti SIC Edizioni 1994