Partner di pensiero, o sua assenza. La formazione dello psicoanalista.
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Partner di pensiero, o sua assenza. La formazione dello psicoanalista.
Un flebile appiglio che resta vitale.

Illustrazione originale di Gianni Russomando[1].
Il vantaggio di una vocazione[2] / 47.
Il sogno - il nostro sogno notturno cioè – è molto vicino ad un film che captiamo[3] perché il non risolto avevamo oscurato, e qui la coscienza va di fretta non sentendo ragioni alla difesa : col rischio di spazzar via quel flebile appiglio che resta vitale, persino al neonato che non ancora pratica il verbale ma già lo prepara.
La diatriba con la coscienza comincia a partire dal sogno: o dal lapsus, se vogliamo.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 21 marzo 2025
Difensore della saluteTutorSalus.net - Giornalismo freudiano
[1] Gianni Russomando, note di biografia : “Nato a Vercelli nel 1956, diplomato presso l’Istituto di Belle Arti di Vercelli, mi definisco un semplice ‘amanuense’, lontano mille miglia da mostre, concorsi, esposizioni.
[2] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione
[3] E’ noto che davanti ad un film la nostra coscienza non è dominata dall’esterno, come nel caso dell’ipnosi o di altra terapia diretta: la capacità di intendere e di volere del soggetto non risulta compromessa nel caso del film.
Da sovranità a sovranismo.

In foto: alcune marionette originali create nel laboratorio teatrale della ‘Compagnia Marionettistica Carlo Colla e figli’, presso il ‘Museo del Teatro di Figura’/ MuTeF a Milano.
Il vantaggio di una vocazione[1] / 46.
E’ l’inconscio: sulle cui sanzioni la coscienza immagina di poter passarci sopra, pur riconoscendone il legame giuridico che fa realtà, e dunque assumendosene doverosamente il danno non più immaginario.
Da sovranità a sovranismo[2] è un abisso, infatti.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 12 marzo 2025
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[1] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione
[2] Nelle terapie dirette e nell’ipnosi, l’altro non esiste più come partner di realtà: si fa leader cui delegare anche la propria difesa.
Fra uomo ed animale.

In foto: 'Night spirit', pastore australiano in forza presso la Polizia di Stato; a 4 mesi ha iniziato il suo addestramento con il cosiddetto ‘metodo gentile’ in totale assenza di coercizioni, rimproveri, punizioni; a soli 10 mesi ha superato l’esame di idoneità conseguendo l’abilitazione di ‘cane da ricerca e soccorso in superficie e sotto le macerie’ presso il Centro cinofilo della Polizia di Stato di Nettuno. ‘Night spirit, Un campanello di speranza’, pag. 63. Tratto da ‘Cani & eroi. Storie di poliziotti dal fiuto speciale’ (2019/I.P.Z.S. SpA), Introduzione di Franco Gabrielli-Capo della Polizia di Stato e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefazione di Alberto Angela-paleontologo e giornalista, conduttore TV.
“In realtà le ragioni per cui si può volere bene con tanta singolare intensità a un animale come Topsy (o Jofy), sono la simpatia senza ambivalenza, la semplificazione della vita – liberata dal conflitto difficilmente sopportabile con la civiltà -, la bellezza di un’esistenza in sé compiuta. E, nonostante l’eterogeneità dello sviluppo organico, il sentimento di un’intima parentela, di una incontestabile affinità. Spesso nel carezzare Jofy mi sono sorpreso a mugolare una melodia che io, uomo assolutamente non musicale, ho dovuto riconoscere come l’aria dell’amicizia in ‘Don Giovanni’[1]”.[2]
Il vantaggio di una vocazione[3] / 45.
Pur confrontando traduzioni differenti, è evidente l’intenzione di Freud di porre una scriminante fra uomo ed animale, nel caso specifico il cane. Nel dire “la semplificazione della vita - liberata dal conflitto difficilmente sopportabile con la civiltà” -, Freud ammette l’inesistenza di istinto per l’uomo, il quale dalla realtà è continuamente sollecitato ad un lavoro per interpretarla, a differenza della ‘semplificazione’ genetica dell’istinto che direttamente detta all’animale, limitandolo a badare esclusivamente a quel dettato e senza porre conflitti.
A questo riguardo farà riflettere una recente sentenza risoltasi con l’assoluzione del figlio – all’epoca diciottenne, oggi ventitreenne – nuovamente imputato in sede di Appello per aver ucciso il padre nel corso dell’ennesima aggressione alla madre, e presente il fratello dell’imputato. La sentenza farà riflettere perché a tema è stata una questione cruciale, e con precedente ed ampia giurisprudenza : la questione di una ‘difesa legittima reale’, che questo caso dolorosissimo ha consentito di approfondire chiamando in giudizio una capacità[4] – categoria esclusiva del pensiero – che è capacità interpretativa della realtà da parte dell’imputato, anziché ‘vulnerabilità interpretativa’[5] come finora presupposto.
“rispondo che io ero concentrato solo sul fatto di anticipare mio padre nel prendere un coltello…”[6], avrebbe finalmente ammesso il giovane imputato, indicando con ciò la impossibilità oggettivamente umana di affrontare contemporaneamente più di una emergenza, ed introducendo così la ‘non automaticità’ della difesa persino in situazioni di grave minaccia e di pericolo mortale : la difesa umana non può infatti essere istintiva perché risulta da una interpretazione individuale di cui all’animale non è dato fruire.
Resta infine straordinaria la conclusione di Freud che, arrivando a imputare sé stesso, collegava la ingenuità istintiva dell’animale con la ambivalente commozione dell’uomo verso chi, come nella citata “aria dell’amicizia” di Mozart, non riconosce il tradimento : la tentazione di rinunciare a pensare, da cui nessuno può ritenersi esente, è infatti assolutamente umana.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 22 febbraio 2025
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[1] ‘Don Giovanni’ (1787), W. A. Mozart - Atto II Scena 10.
[2] Cit. da: 'A Marie Bonaparte' (1936) in ‘Epistolari. Lettere alla fidanzata e ad altri corrispondenti, 1873-1939’, S. Freud/ Bollati Boringhieri (1990).
[3] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione
[4] Vedi precedente ‘Sentenza 26 – 13.12.2023’ R.G.4/22 – N.R. 7948/2020, I Sez. Corte d’Assise di Appello di Torino, p.19
[5] Cit. da precedente ‘Sentenza 26 – 13.12.2023’ R.G.4/22 – N.R. 7948/2020, I Sez. Corte d’Assise di Appello di Torino, p.17
[6] Cit. da precedente ‘Sentenza 26 – 13.12.2023’ R.G.4/22 – N.R. 7948/2020, I Sez. Corte d’Assise di Appello di Torino p.16
Il lavoro sartoriale ed il pensiero.

In foto, dettaglio da ‘Child and aunt’ (1940) Paul Klee[1] sulla copertina di ‘Inherit from a child. Why not ?’ di Marina Bilotta Membretti - ‘NeP edizioni Srls’ (2024).
Il vantaggio di una vocazione[2] /44.
“Come definito dal Consiglio Internazionale degli Archivi (‘ICA’) : ‘gli archivi sono i sottoprodotti documentali dell’attività umana conservati per il loro valore a lungo termine. I documenti creati nel corso della vita quotidiana e delle azioni di individui ed organizzazioni offrono una visione diretta degli eventi passati’[3]… gli archivi di moda potrebbero essere ritenuti assimilabili a banche dati, intese come ‘raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo’.[4]
La memoria, a cui il lavoro del pensiero incessantemente attinge, sappiamo essere un laboratorio che non solo seleziona materiali da archivio ma anche li confronta e continuamente aggiorna dalla realtà: una qualità della memoria che risulta ancora inedita, inimmaginabile soltanto cinquanta anni fa, ma che i laboratori speciali stanno già mettendo a frutto. Una nicchia sottile, eppure densa e cospicua, riguarda le sartorie di Alta Moda, da sempre esigenti nel codificare manufatti che sono unici, e la cui realizzazione può richiedere uno scostamento dal disegno iniziale che trascurava alcune pur ragionevoli soluzioni[5]: una memoria ‘forte’ quali sono i nuovi archivi digitali permette ora di attingere a materiali che si rendono inalterabili, quindi altamente fidati. Ed al progettista, come al ricercatore, l’affidabilità provata di un archivio si rivela essenziale per approdare a ipotesi sempre più consistenti: il lavoro sartoriale, più ancora che artistico tout-court e comunque in sintonia con altre applicazioni, ripete il lavoro del pensiero nell’affrontare e qualche volta persino arrivare a dipanare la memoria.
Il particolare in foto di dettaglio, tratto da un’opera di Paul Klee, è rilevante perchè si pone al limite con la trama di tessuto, che nell’Alta Moda consente l’incipit[6] di un modello ed appoggio insostituibile di questo, altrimenti destinato alla pura immaginazione, senza alcuna realizzabilità.
E’ rappresentabile il pensiero esposto alla contingenza patologica di una conseguenza dell’angoscia ? Ed è rappresentabile la forzatura del pensiero, sorridente suo malgrado, da una censura poi cesura che scivola in frammentazione, prima alleviante e poi via via scollata dalla realtà, ciò che ne impedisce la sintesi e quindi la fruizione ? Paul Klee qui tocca, ed immediatamente restituisce, quel flash di meno di un attimo che precede l’ingarbugliarsi di un pensiero già compromesso: cui compulsivamente segue il cedere il passo all’altrui, in un lavoro complessivamente frettoloso ma sottaciuto di quel passaggio senz’altro cruciale e sofferto che Freud denominò rimozione.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 13 febbraio 2025
TutorSalus.net - Giornalismo freudiano
[1] Paul Klee (1879 – 1940) è stato un protagonista dell’Astrattismo, che anche in pittura segue il flusso libero dell’immaginazione: nel 1911 Klee fonda con altri artisti il gruppo ‘Der Blaue Reiter’ (Il cavaliere azzurro), nel 1914 espone a Berlino insieme a Marc Chagall; fra il 1916 ed il 1918 viene chiamato alle armi ma non smette di dipingere; nel 1920 inaugura a Monaco la sua prima vera mostra di pittura; l’esperienza didattica, a cui viene invitato da Walter Gropius, e poi accademica a Düsseldorf si conclude nel 1933 con le sue dimissioni, per le critiche ricevute dal Nazismo. La passione per la musica lo accompagnava nell’affrontare i nodi della pittura. Dal 2005 a Berna è aperto il ‘Zentrum Paul Klee’ che espone esclusivamente sue opere.
[2] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione
[3] ‘Archivi di moda: aspetti di proprietà intellettuale e tutela dei contenuti’, Avv. Giulia Affer in ‘AES Arts+Economics’ #16 - Ottobre 2024, p.65 (‘ICA International Council on Archives’ è stato fondato nel 1949 presso UNESCO), p.65.
[4] ‘Archivi di moda: aspetti di proprietà intellettuale e tutela dei contenuti’, Avv. Giulia Affer in ‘AES Arts+Economics’ #16 - Ottobre 2024, p.80. Vedi anche Art.2, comma 1, n. 9 L.633/1941 sul diritto di autore.
[5] ‘Moda e memoria: gli archivi come fonte di ispirazione e innovazione’, 25 novembre 2024 - ‘Open Care’ Milano.
[6] Si pensi ai disegni su maglia che hanno costituito la singolarità dell’Alta Moda di Ottavio e Rosita Missoni. Vedi anche ‘L’Archivio Missoni – Intervista a Luca Missoni’ in ‘AES Arts+Economics’ #16 - Ottobre 2024/ Studio Lombard DCA, p.39 e segg.